Accordo di ristrutturazione: un caso di successo

Una holding indebitata principalmente con due istituti di credito, per cui abbiamo approntato due diversi accordi bilaterali confluiti verso un unico accordo di ristrutturazione.

Premesse

L’azienda e le ragioni della crisi

Una holding indebitata principalmente con due istituti di credito, verso i quali aveva un’esposizione finanziaria non bilanciata.

Problemi di partenza

  • Lo squilibrio nell’indebitamento ha fatto sì che i tavoli di trattativa non potessero unirsi, richiedendo interventi e proposte di differente natura e contenuti
  • L’azienda aveva anche una rilevante posizione debitoria con il fisco, resa complicata da un irrisolto contenzioso pendente in C.T.R.
  • La società Holding aveva il controllo di una serie di società-veicolo, ciascuna proprietaria di un immobile
  • La natura dell’attività del gruppo sostanzialmente immobiliare e l’assenza di un progetto industriale che permettesse un soddisfacimento superiore a quello conseguibile attraverso l’offerta liquidatoria, hanno condizionato il ricorso all’istituto ex art 182 bis l.f. (che, oltretutto, avrebbe consentito il ricorso alla transazione fiscale per stabilizzare gli effetti del contenzioso fiscale, consolidandone il debito).

Soluzioni

Linee di intervento

Abbiamo allora approntato due diversi accordi bilaterali, confluiti verso un unico accordo di ristrutturazione al quale si è aggiunto un accordo di transazione fiscale ex art 182 ter l.f.

Risultati

Gli accordi economici hanno permesso di ottenere una moratoria del debito finanziario e una parziale remissione con allungamento dei tempi di rientro. Il tutto, garantito dalle società-veicolo controllate dalla Holding debitrice, che si sono impegnate alla vendita degli immobili in un tempo limite di due anni, così da arrivare al ripianamento dell’esposizione finanziaria della controllante.

La banca più esposta ha anche concesso un finanziamento ex art 182 quinquies l.f. volto a garantire il completo pagamento del debito dei creditori non aderenti nel termine di 120 giorni dall’omologa.

L’accordo prevede la datio in solutum degli immobili a certi valori preventivamente stimati in caso di inadempimento dell’impegno alla loro vendita nel biennio, il tutto garantito dal pegno sulle quote delle società veicolo.

Il tribunale ha apposto il suggello dell’omologazione rendendo esecutivo il piano.

Gianfranco Benvenuto
Avvocato civilista nel foro milanese dal 1988, dal 1990 collaboro con la sezione fallimentare del Tribunale di Milano: come avvocato, curatore di fallimenti e commissario giudiziale nei concordati. Dal 2002 lavoro per la Procura di Milano come perito fallimentare, e dal 2006 sono delegato alle vendite giudiziarie. Sono iscritto all’albo dei patrocinanti in cassazione dal 2008.
di Gianfranco Benvenuto / Commenti disabilitati su Accordo di ristrutturazione: un caso di successo /
However the greatest problem had been however in the future, also it had been driven with replica watches. With the 60s as well as 1970's, businesses such as Bulova as well as fake watches started improvement of the digital view. As soon as Seiko obtained blowing wind of the brand new technologies, these tag heuer replica uk required the idea as well as went by using it, leading to what's right now referred to as the actual 'quartz crisis'. Through the late-seventies, quartz rolex replica sale had been becoming manufactured in this kind of amounts which their own price plummeted, producing mechanised wrist watches very costly in comparison. Most of the conventional rolex replica a number of who have been generating swiss replica watches for hundreds of years, disappeared, swept below through the enormous promoting energy from the quartz view. With regard to Rolex, there is just one point for this, which had been to create the actual Oysterquartz.