Un caso di concordato preventivo di natura liquidatoria

Questa proposta di concordato preventivo ha dato rappresentazione pratica al tema della tutela dei creditori in caso di scarsità delle risorse patrimoniali.

Premesse

L’azienda

Un operatore del settore cartaio di dimensioni medie.

Settore e attività

Gran parte della produzione è destinata a un solo cliente di grande importanza, ma riesce a soddisfarne anche altri (per i quali sono approntate produzioni mirate – e difficilmente ripetibili da altri operatori del settore.

La società impiega 25 dipendenti.

L’impianto di produzione è in un immobile di proprietà perfettamente funzionale all’impianto.

Le ragioni della crisi

La crisi dell’impresa è causata da

  1. mancato incasso di ingenti crediti, che compromettono irreversibilmente la situazione finanziaria
  2. costi di produzione elevati, non coperti dai ricavi di vendita: sui costi di produzione incidono molto i consumi dell’impianto di produzione, di generazione superata e dunque inefficiente.

I problemi di partenza

Abbiamo individuato difficoltà in due ambiti: aziendale e giuridico.

Difficoltà aziendali

  1. L’ubicazione geografica dell’azienda, situata in una zona poco ambita per gli insediamenti industriali soprattutto a causa delle difficoltà viarie, che rende poco appetibile la sua ricollocazione sul mercato in un’ottica di continuità aziendale
  2. La scarsa attrattiva dell’immobile, sia per la sua localizzazione che per le sue caratteristiche, adattate all’impianto che ospita
  3. La scarsa attrattiva dell’impianto di produzione, a causa dei suoi elevati consumi energetici
  4. La necessità di tutelare da furti e danneggiamenti il patrimonio mobiliare e immobiliare, che contiene notevoli quantità di rame.

Difficoltà giuridiche

  1. Presenza di 25 lavoratori dipendenti, che richiede di approntare ammortizzatori sociali idonei a rendere meno traumatica possibile la cessazione del rapporto – e a promuovere il loro reinserimento nel mercato del lavoro, in una zona economicamente depressa
  2. L’insufficienza dell’attivo patrimoniale al soddisfacimento dei creditori.

Soluzioni

Strategia: i presupposti

L’ipotesi di concordato in continuità aziendale risulta impraticabile.

La prosecuzione dell’attività d’impresa non incontra il favore dei soci. A causa delle peculiarità aziendali (collocazione geografica ed età dell’impianto) anche la ricerca di investitori disponibili  alla continuità di tipo indiretto ha esito negativo.

Linee di intervento

  1. Messa in liquidazione della società
  2. Deposito di un concordato prenotativo per salvaguardare il patrimonio sociale, già aggredito dai creditori con procedure esecutive.

L’attività è orientata alla tutela del patrimonio mobiliare e immobiliare e alla ricerca di sbocchi per la migliore liquidazione dell’attivo.

Raccogliamo la disponibilità di soggetti riconducibili alla compagine sociale di maggioranza a formulare proposte a supporto dell’attivo patrimoniale e a decremento del passivo.

I dipendenti accedono alla Cassa integrazione guadagni (prima ordinaria e poi straordinaria). Nel frattempo sono avviati piani di supporto alla ricollocazione del personale. I dipendenti non ricollocati, all’esito della Cigs sono messi in mobilità.

Chiediamo la proroga del termine inizialmente concesso per il deposito del piano: l’istanza è accolta dal tribunale. Allo scadere della proroga depositiamo la proposta concordataria piena, a cui segue l’ammissione alla procedura.

Risultati

La proposta concordataria.

Si fonda sulle offerte, raccolte fra soggetti riconducibili alla compagine sociale della debitrice, di acquistare l’immobile e l’impianto, di mettere a disposizione dei creditori nuova finanza e di rinunciare a ingenti crediti di carattere privilegiato, con beneficio per i creditori di grado inferiore.

In seguito all’ammissione e prima dell’adunanza dei creditori, la debitrice, di concerto con gli organi concordatari, indice una procedura competitiva per la cessione degli asset aziendali, nel tentativo di valorizzare al massimo l’attivo patrimoniale.

Un aggiustamento in corsa

Prima dell’adunanza dei creditori, la debitrice subisce la notifica di un avviso bonario per Iva che impone la modifica della proposta di concordato, a causa dell’incremento delle sanzioni.

La proposta presentata ai creditori prevede allora

  • il pagamento integrale della prededuzione e del debito per Iva e ritenute
  • il pagamento integrale dei creditori privilegiati sino a concorrenza dell’attivo patrimoniale, con degrado al chirografo dei crediti insoddisfatti per incapienza dell’attivo, circostanza attestata
  • il pagamento in percentuale dei chirografari mediante attribuzione della nuova finanza.

I creditori approvano la proposta, che è omologata dal Tribunale.

Gianfranco Benvenuto
Avvocato civilista nel foro milanese dal 1988, dal 1990 collaboro con la sezione fallimentare del Tribunale di Milano: come avvocato, curatore di fallimenti e commissario giudiziale nei concordati. Dal 2002 lavoro per la Procura di Milano come perito fallimentare, e dal 2006 sono delegato alle vendite giudiziarie. Sono iscritto all’albo dei patrocinanti in cassazione dal 2008.
di Gianfranco Benvenuto / Commenti disabilitati su Un caso di concordato preventivo di natura liquidatoria /
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